SUP (Stand Up Paddle): come scegliere tavola e pagaia

Stand Up Paddling con il Sup

Il Sup, o Stand Up Paddling, è uno sport che sta avendo una grande diffusione. E’ divertente, facile da apprendere all’inizio ed è un modo alternativo e piacevole per tenersi in forma. Se ci si appassiona e si prende dimestichezza, si possono affrontare le onde e prendere parte a delle gare.

La pagaia serve come mezzo propulsivo, ma è utile per eseguire delle manovre precise. Aiuta, inoltre, a cavalcare onde più basse e a prendere l’onda, perché quando arriva ci si trova già in piedi.

Volendo classificare l’attività del SUP, possiamo considerare: il SUP Surf, dove l’obiettivo è cavalcare le onde; il SUP Racing, lo scopo è tagliare il traguardo per primi; l’allaround, che suggerisce un approccio più orientato al fitness.

Scegliere la tavola da SUP

1) Rigido o gonfiabile?

SUP rigidi

Sono realizzati con schiume rivestite di resina o gelcoat. Hanno il vantaggio di essere più performanti. Chi li deve governare ha una maggiore sensibilità e sono disponibili molte più misure. I professionisti possono usare SUP realizzati in fibra di carbonio. Leggerissimi e molto rigidi, ma anche fragili e molto costosi.

SUP gonfiabili

Nei SUP gonfiabili la parte esterna è realizzata in PVC. Una volta gonfiato, la superficie della tavola diventa molto rigida. Niente a che vedere con un canotto economico, come si potrebbe pensare. Questa tipologia di tavola offre, come vantaggi: un costo ridotto, problemi di rimessaggio inesistenti, facilità di trasporto. Di contro, si può considerare maggiormente un SUP per principianti. Sono meno le “taglie” disponibili e sono meno performanti.

2) Planante o dislocante?

SUP Plananti

I SUP plananti sono quelli in cui la parte sommersa è sostanzialmente piatta. La forma è tipica di quegli scafi che, raggiunta una determinata velocità,  vedono la loro parte sommersa dello scafo diminuire. Per questo motivo si chiamano così.  L’attrito che si deve vincere per proseguir e il moto diminuisce di conseguenza e mantenere la velocità e più semplice. Un sup non raggiungerà la velocità di planata a colpi di pagaia, ma questa è la forma di tavola più adatta quando si affrontano le onde. La stessa tipologia di carena è usata anche per l’allaround.

SUP  dislocanti

Questo tip di tavole da SUP ha una parte sommersa simile a quella di un kayak da mare. Ha volumi maggiori e permette di raggiungere velocità più elevate. Risulta meno manovrabile, ma fa disperdere meno forza, mantenendo la direzione. Se l’obiettivo non è quello di andare più veloce, allora il vantaggio si tradurrà in minor fatica e nella possibilità di coprire distanze maggiori, a parità di sforze. Va bene, quindi anche per il fitness e per dell’escursionismo. Non solo per competere.

Le dimensioni del SUP

Le dimensioni di una tavola da SUP sono lunghezza, larghezza e spessore. Insieme queste determinano il volume della tavola e la sua capacità di carico. La tavola va scelta sulla base del proprio peso. Se è sotto dimensionata, affonderà troppo e ci vorrà una maggiore forza per spingerla. Se è, invece sottodimensionata, una tavola da SUP diventerà più difficile da controllare. Soprattutto se si tratta di una del tipo dislocante.

Più uno scafo è lungo e più va veloce, ma meno facilmente si manovra. Una tavola sotto i tre metri di lunghezza è considerata una tavola corta, che va bene per i bambini o per surfare le onde. In un intervallo compreso tra i tre metri ai tre metri e sessanta centimetri circa ci sono le tavole più versatili, quelle per l’allaround. Le lunghezze maggiori sono per le tavole da gara.

La larghezza incide sulla velocità, per ovvie ragioni, ma anche sulla stabilità. Più il SUP è stretto e minore è l’attrito che offre, ma ci vuole un buon equilibrio per pagaiare con efficienza.

Rimane il parametro dello spessore. Serve a variare il volume, e conseguentemente la capacità di carico della tavola, con larghezza e altezza che rimangono costanti.

Quindi?

Quindi, una volta deciso se si vuole optare per una tavola rigida o gonfiabile, si sceglie la lunghezza sulla base all’utilizzo che si intende farne e la larghezza in funzione della propria abilità e della corporatura. Una volta fissate lunghezza e larghezza, si potrà usare il terzo parametro (lo spessore) per avere un volume adeguato al proprio peso.

Le derive

Le tavole da SUP possono essere equipaggiate con una deriva più grande, o con più derive di pari dimensioni. La prima soluzione è per l’acqua piatta, la seconda invece per affrontare le onde.

Come si sceglie la pagaia da SUP?

La lunghezza

Per avere una pagaia dimensionata correttamente, si appoggia la pagaia a terra e si alza il braccio. L’oliva, che si impugna con la mano superiore, deve arrivare all’altezza del polso del paddler. Oggi per tutti i paddle sport, sono disponibili pagaie di cui si può facilmente variare la lunghezza. Sono caldamente consigliate: oltre ad essere versatili e a permettere di fare piccoli aggiustamenti della misura all’istante, sono anche più facili da rivendere. Un’altra indicazione che viene data per dimensionare la pagaia, e quella di aggiungere 20-25 cm alla propria altezza.

I materiali

I materiali delle pagaie da SUP sono diversi e, come nel caso delle pagaie da kayak, in loro funzione variano molto il peso, la rigidità e il prezzo. Si spazia, infatti, dal leggero, rigido e pregiato carbonio, ai più economici mix di alluminio e plastica, fino ad arrivare al legno. Quest’ultimo mantiene il suo fascino vintage, ma piuttosto fragile e richiede manutenzione. E’ facile intuire come i più competitivi si orienteranno sul costoso e leggero carbonio, mentre i più attenti alla spesa verso uno degli altri due materiali.

Forma, superficie della pala e offset

Le forme più diffuse per la pala sono quella a goccia e quella in cui il bordi della pala corrono paralleli. La pala a goccia si sente più dura in attacco, perché viene, fin dai primi istanti, immersa una superficie importante. Questa sensazione viene meno con la pale “parallel”. Lo sforzo risulta più distribuito lungo tutta la passata. Sono anche più stabili.

Indicativamente, si può considerare piccola una pala da 200-225cm2, media una da 225-250cm2 e grande una da 250-300cm2, adatte rispettivamente a corporature da 70 – 80 – 90 Kg.

L’offset è l’angolo che la pala forma con l’asse del manico. Sette gradi sono indicati per il surfing, dieci per l’allround e 12 per chi gareggia.

Foto profilo autore Luca Negri
Autore: Luca Negri
Kayaker, maratoneta e sviluppatore per il web.
Ultima modifica il 30/10/2017 alle 20:07