Scarpe running minimaliste Mizuno: Wave Evo Cursoris e Levitas


mizuno-wave-evo-levitas-scarpe-running-minimalisteMizuno
esce con due nuove scarpe running minimaliste, destinate a chi è alla ricerca di scarpe che si sentano il meno possibile e con drop nullo tra l’avampiede e l’area del tallone. Le Mizuno Be descritte in questo precedente post avevano una funzione diversa, servivano a rinforzare la muscolatura del piede con la loro speciale conformazione dell’intersuola. Non erano vere e proprio scarpe minimaliste per il catalogo Mizuno come sono, invece, la Mizuno Wave Evo Cursoris e la Mizuno Wave Evo Levitas. Vediamo come Mizuno ha scelto di lanciarsi nel mercato in fermento delle scarpe running  minimaliste o delle scarpeper il barefoot running, a seconda di come le si voglia chiamare. Continua a leggere… “Scarpe running minimaliste Mizuno: Wave Evo Cursoris e Levitas”

Adidas AdiPure per la corsa naturale

Adidas ha recentemente lanciato la gamma AdiPure che comprende scarpe running, ma non solo, dalla grande flessibilità e le propone per le sessioni di allenamento. Questo, perché sono in grado di rinforzare la muscolatura con la loro particolare struttura. Tendono, infatti, a sollecitarla maggiormente rispetto a scarpe running convenzionali e nei modelli della serie scompare progressivamente materiale dalla suola e diminuisce il drop. Il fine è quello di abituare il runner per guidare verso un movimento più naturale e prepararlo all’utilizzo di scarpe minimali. Continua a leggere… “Adidas AdiPure per la corsa naturale”

Mizuno BE: nuove scarpe running minimaliste, non per correre, ma per attivare la muscolatura


Anche Mizuno ha la sua scarpa minimalista, la Mizuno BE, che va calzata quando non si corre, per rinforzare la muscolatura del piede coinvolta nella fase di spinta. Se i barefoot runner americani si rifanno alla tribù dei Tarahumara e ai loro sandali huaraces, gli ingegneri della Mizuno non potevano non ispirarsi alla loro tradizione, ritrovando nelle scarpe indossate dai samurai al tempo dell’era feudale giapponese, i sandali Waraji, proprietà utili per il runner moderno.  Continua a leggere… “Mizuno BE: nuove scarpe running minimaliste, non per correre, ma per attivare la muscolatura”

Le scarpe per il barefoot running più minimaliste che esistano

Potevano trovarle solo quelli di outsideonline, sito ricchissimo di informazioni sul mondo outdoor, e non sarà facile che salti fuori una scarpa che permetta di avvicinarsi ancor più alla corsa a piedi nudi.

Sono i Freeheel Running Pads e somigliano a delle infradito tagliate a metà. Una fascia regolabile le tiene ben fisse al collo del piede. Il sito del produttore, che linko caso mai qualcuno desideri approfondire l’argomento, ci fa notare come non ci si debba più preoccupare della misura. Ma solo scegliere tra tre taglie: small, medium e large. E di come siano in grado di tenere il piede alla temperatura ottimale, di far uscire acqua e detriti.  Beh, il perché di queste due ultime caratteristiche è abbastanza evidente. Quanto alla temperatura ottimale,  dipende dalla stagione e dalla tempra del barefoot runner. Continua a leggere… “Le scarpe per il barefoot running più minimaliste che esistano”

Scarpe per il barefoot running: cinque modelli per correre come a piedi scalzi

Vibram Fivefingers - scarpe barefoot runningCorridori che hanno vinto scalzi importanti competizioni non sono mancati. L’immagine di Abebe Bikila che taglia vittorioso il traguardo della maratona di Roma alle Olimpiadi del 1960 è impresso nella memoria di ogni runner.
Quello, però, era barefoot running fatto da atleti di alto livello, che si vedevano gareggiare alla televisione, su cui si poteva scommettere se, e quale, famoso brand di scarpe sportive li avrebbe convertiti all’uso delle scarpette.

Oggi, il concetto di barefoot running tocca più da vicino tutti i podisti, perché tutte le aziende stanno inserendo nei loro cataloghi modelli senza suola, a prima vista un po’ bizzarri. Non è raro, inoltre, andare a comprare la scarpa running di sempre e trovarla con un drop tra tallone e avampiede ridotto di un terzo. Ma che è successo?

E’ successo che un tal Christopher McDougall ha scritto il libro Born to Run, in cui promuoveva la corsa a piedi scalzi e che è rimasto nella lista dei best seller del New York Times per quattro mesi.  Raccontava di come una tribù di nativi americani fosse in grado di correre abitualmente lunghe distanze, anche 100 miglia,  senza incorrere negli stessi tassi di infortunio dei runners americani (che erano soliti utilizzare scarpe da running).

Il dibattito è aperto, c’è chi sostiene che le scarpe per il running tradizionale fanno più male che bene, chi sostiene che gli archi plantari sono degli ottimi ammortizzatori naturali.  Una cosa è certa, se corri senza scarpe, magari su asfalto, come lo faresti con un paio di Nimbus ai piedi, ti fai male sul serio. Si deve abituare pian piano la muscolatura e non atterrare con il tallone. Si deve correggere lo stile di corsa. E’ la cosa richiede un po’ di tempo. Consiglio della American Podiatric Association è di andarci cauti, visto che non ci sono studi sugli effetti a lungo termine, e di sentire il proprio ortopedico.  L’approccio prudente è di sicuro quello più saggio.

Ma chi va in fissa con il barefoot running deve per forza  correre a piedi nudi? anche sull’asfalto rovente o sul brecciolino che fa male male? Continua a leggere… “Scarpe per il barefoot running: cinque modelli per correre come a piedi scalzi”